Logo
Fare la cosa giusta
4 Mag 2020

Fare la cosa giusta

Post by Richard
Condividi i nostri contenuti!

Quando la posta in gioco è alta, il desiderio è indubbiamente quello di fare bene, il meglio possibile, come ad esempio quando vuoi conquistare qualcuno: un partner, il capo o il mercato.
Per ottenere il risultato desiderato siamo abituati a studiare e già da piccini ci indirizzano all’apprendimento per essere preparati, per rispondere adeguatamente, per sapere come agire o reagire alle situazioni. Il meccanismo è quello di riuscire a replicare ciò che hai imparato! Poi, c’è qualcuno che affianca all’apprendimento l’intuito, l’istinto, la sensazione, quella essenza impalpabile che, pur essendo qualcosa di ancestrale, viene spesso associata alla genialità.
Succede qualcosa di strano in questo periodo, l’istinto comune nelle persone ci suggerisce che dobbiamo fare le cose giuste, per il mondo, per il paese, per la comunità, per le aziende, per le famiglie, per il singolo individuo. Ma qual è la cosa giusta da fare? Abbiamo modelli consolidati da seguire, qualcosa che abbiamo imparato? Possiamo affidarci solo all’intuito in questo periodo così delicato? La risposta secondo me è no ma possiamo sbagliare, sperimentare, cambiare idea, ripartire. Le nostre certezze e i modelli sui quali ci siamo basati per vivere e costruire molte delle attività della nostra vita sono crollati quindi non ci resta che sperimentarne altri, senza aspettarsi, per forza, di fare la cosa giusta. La cosa giusta è Fare.
Bruno Munari, nel suo libro “Da cosa nasce cosa”, svela processi progettuali non per dare soluzioni ma per offrire spunti volti ad affrontare i problemi in modo produttivo.
<<Progettare è facile quando si sa come si fa.
Tutto diventa facile quando si conosce il modo di procedere per giungere alla soluzione di qualche problema, e i problemi che si presentano nella vita sono infiniti: problemi semplici che sembrano difficili perché non si conoscono e problemi che sembrano impossibili da risolvere.
Se si impara ad affrontare piccoli problemi si può pensare anche di risolvere poi problemi più grandi. Il metodo progettuale non cambia molto, cambiano solo le competenze: invece di risolvere il problema da solo, nel caso di un grande progetto occorrerà aumentare il numero dei competenti e dei collaboratori; e adattare il metodo alla nuova situazione.>>
Testo e copertina di: Richard

Author

  • È forse uno dei sudamericani meno espansivi mai esistiti, nato a Caracas, ogni quindici anni circa scappa dalla città in cui abita. Entusiasta di tutto, non riesce a concentrarsi su nulla! Celebre per il suo modo di dire “adesso ci penso” . L’unica certezza è la sua passione per la comunicazione, il design e la creatività. Ora che non viaggia più, si dedica all’altro suo grande amore... panificare e fare la pizza!


Condividi i nostri contenuti!
Tags:

0 Comments

Leave a Comment