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La creatività nel jazz
3 Apr 2020

La creatività nel jazz

Post by Nico
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Siete a casa? vi annoiate? capisco…ci vorrebbe un po’ di creatività per occupare questo tempo in quarantena!
La creatività non è una dote innata e nemmeno si deve attendere passivamente che arrivi un’idea ma è prima di tutto preparazione, ricerca, studio, esperienza. E applicazione di tutto questo bagaglio alla risoluzione di un problema o di una necessità.
Qui oggi parliamo di creatività musicale e in particolare creatività nel jazz.
Molti pensano che il jazz, per sentito dire, sia improvvisazione e che basti prendere uno strumento e suonare un po’ a “caso” aspettando che qualcosa succeda e si crei.
Non è così.
E’ necessaria una preparazione accurata, un training che dura molti anni (e che continua per tutta la vita), uno studio approfondito dei meccanismi della musica in generale, del linguaggio musicale, dei grandi musicisti del passato e del loro lavoro.
In meno di un minuto proviamo a capire come funziona.

 

Testo di: Nico

Copertina di: Richard

 

 

Author

  • Musicista prestato (per caso) alla comunicazione grafica. Convinto assertore dell’idea che dalla musica, una delle forme d’arte più comunicative, i creativi di professione possano trarre un grande insegnamento. Compone, suona, scrive, lavora. In una bulimia di conoscenza e voglia di fare che se non fosse pigro sarebbe ricco e famoso.

  • È forse uno dei sudamericani meno espansivi mai esistiti, nato a Caracas, ogni quindici anni circa scappa dalla città in cui abita. Entusiasta di tutto, non riesce a concentrarsi su nulla! Celebre per il suo modo di dire “adesso ci penso” . L’unica certezza è la sua passione per la comunicazione, il design e la creatività. Ora che non viaggia più, si dedica all’altro suo grande amore... panificare e fare la pizza!


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